Carrièra, Rosalba. – Pittrice (Venezia 1675 – ivi 1757).  Ottima ritrattista, predilesse la tecnica del pastello, che trattò con viva sensibilità pittorica e gusto mondano e tuttavia con acuta penetrazione psicologica. Ebbe gran fama in Venezia e in molte capitali europee (molte sue opere nella pinacoteca di Dresda). Nel 1705 fu ammessa nell’Accademia di S. Luca; nel 1720 nell’Accademia di Parigi.

Rosalba Carriera è una figura chiave dell’arte settecentesca italiana. Nata da una famiglia benestante – padre funzionario della Repubblica della Serenissima e madre merlettaia – la Carriera ottenne, grazie alla sua arte, prestigiosi riconoscimenti in tutta Europa, tanto che tra i reali che le commissionarono ritratti vi fu il re di Francia Luigi XV. Tra i grandi nomi femminili dell’arte italiana, Rosalba Carriera ha contribuito all’affermazione delle donne in campo artistico in un secolo dominato da soli artisti uomini. 

La piccola Rosalba seguì, insieme alle sue due sorelle, gli insegnamenti della madre Alba, merlettaia. Così, iniziò la sua esperienza artistica con il merletto, disegnando modelli per ricami. Si dedicherà poi alla decorazione di tabacchiere, con le tipiche figure di dame graziose che la renderanno celebre. La Carriera fu la prima ad utilizzare l’avorio come base per le miniature, dando all’opera una particolare e raffinata lucentezza. La giovane pittrice andò anche controcorrente rispetto agli insegnamenti accademici, rifiutando le regole secondo le quali la miniatura doveva essere realizzata con tratti brevi e ben amalgamati e usando invece la sua tecnica, un tratto veloce tipico della scuola veneta.

Una peculiarità dei ritratti (e degli autoritratti!) di Rosalba Carriera è l’indagine psicologica del personaggio che si manifesta attraverso i suoi tratti delicati. I suoi dipinti appaiono come studi psicologici incorniciati da un profondo realismo, nei quali è possibile riconoscere emozioni e personalità. Il pastello, la tecnica prediletta della Carriera, si prestava molto bene alla ritrattistica grazie alla possibilità di sfumare e di dare tocchi vivaci ai volti. Nei suoi autoritratti, la Carriera appare spesso malinconica ma allo stesso tempo fiera e orgogliosa: dedicò tutta la sua vita alla carriera, e seppur soffrendo di solitudine affettiva, sapeva di avere un grande ruolo nel mondo dell’arte.

Durante gli ultimi dieci anni della sua vita, una malattia colpì gli occhi di Rosalba Carriera, portandola alla cecità. Questa condizione minò profondamente la serenità della pittrice, che poco tempo prima aveva perso anche l’amata sorella Giovanna.

LE GRANDI DONNE ARTISTE

Allegoria della primavera (1726) Pastello

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